PIR (Piani Individuali di Risparmio) e Social Lending – opportunità di finanziamento alternative per imprese e start-up

Nel corso dell’ultimo anno, anche grazie ad alcuni interventi normativi ed ai chiarimenti resi da alcune autorità (tra cui la Banca d’Italia) l’Italia offre agli investitori concrete possibilità di finanziamento alternativo alle imprese, anche in fase di start-up.

I Piani Individuali di Risparmio (c.d. PIR) sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio 2017. Si tratta di strumenti di investimento gestiti da società di gestione di risparmio (c.d. SGR) riservati alle persone fisiche, e che comportano per gli investitori residenti in Italia benefici fiscali (es. esenzione da imposizione su capital gain, dividendi, successioni e donazioni).

Ogni singolo PIR – per poter avvantaggiarsi del regime di tassazione agevolata – deve essere mantenuto per almeno 5 anni, deve sottostare a determinati limiti quantitativi e deve avere essere destinato per almeno il 70% ad aziende italiane o ad aziende europee aventi una stabile organizzazione in Italia.

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Per Social Lending (o Lending Based Crowdfunding) si intende invece lo strumento attraverso cui una pluralità di soggetti (imprenditori) può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme on-line, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto.

Tale attività è ritenuta legittima sulla base dell’interpretazione del Testo Unico Bancario (TUB) fornita dalla Banca d’Italia, la quale ha chiarito (v. il provvedimento del 9 novembre 2016) che è lecita l’acquisizione di fondi effettuata sulla base di trattative personalizzate con i singoli finanziatori attraverso le piattaforme di social lending che assicurino il carattere personalizzato delle trattative e siano in grado di dimostrare il rispetto di tale condizione anche attraverso un’adeguata informativa pubblica.

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