Etichettature alimenti: entra in vigore il decreto legislativo 231/2017.

Oggi, 9 maggio 2018, entra in vigore il decreto legislativo 231/2017, avente ad oggetto la disciplina sanzionatoria prevista per la violazione delle disposizioni del regolamento europeo n. 1169/2011 relativo all’etichettatura dei prodotti alimentari e ai connessi obblighi di informazione.

Da sempre oggetto di particolare considerazione da parte del legislatore europeo, la tutela del consumatore nel settore alimentare ha trovato, ormai da qualche anno, piena realizzazione nel regolamento UE del 25 ottobre 2011 n. 1169. A completamento della normativa sovranazionale, il decreto legislativo in esame istituisce uno specifico apparato sanzionatorio per reprimere le violazioni in materia.

Nell’identificare il soggetto responsabile degli obblighi di informazione, il legislatore nazionale richiama quanto espresso all’articolo 8 del regolamento: responsabile delle informazioni comunicate al consumatore sarà l’operatore del settore alimentare con il cui nome o con la cui ragione sociale viene commercializzato il prodotto; qualora tale operatore non sia stabilito nell’Unione, l’importatore che ha sede nel territorio dell’Unione; è altresì individuato come soggetto responsabile l’operatore del settore alimentare il cui nome o la cui ragione sociale siano riportati in un marchio depositato o registrato (art. 2).

Il quadro sanzionatorio previsto dal decreto riguarda le violazioni inerenti agli obblighi informativi in capo all’operatore del settore alimentare, le informazioni di natura volontaria, nonché le c.d. “pratiche leali di informazione”.

Per pratiche leali di informazione si intendono quei principi che l’operatore deve rispettare nel fornire le informazioni inerenti ai prodotti alimentari. In particolare, le informazioni non devono indurre in errore il consumatore; devono essere chiare, precise e facilmente comprensibili; non devono attribuire al prodotto alimentare proprietà curative (tuttavia, la legislazione europea concede talune eccezioni per determinati prodotti). In caso di violazione delle pratiche leali di informazione, il decreto commina l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 24.000 Euro (art. 3).

Sono previste sanzioni in caso di mancata apposizione delle informazioni obbligatorie sui prodotti alimentari preimballati (confezionati antecedentemente alla loro messa in commercio). In particolare, laddove non venga indicata la presenza nel prodotto di sostanze che possono provocare allergie o intolleranze, la sanzione amministrativa può arrivare fino a 40.000 Euro. Nel caso manchi una delle altre informazioni obbligatorie previste dall’articolo 9 del reg. UE 1169/11, il legislatore ha previsto sanzioni fino ad un massimo di 24.000 Euro.

Il decreto impone inoltre sanzioni, da un minimo di 500 euro ad un massimo di 40.000, in caso di violazioni (differenti quindi rispetto alla mancata apposizione) dei seguenti specifici obblighi informativi:

– la denominazione dell’alimento (art. 8);

– l’elenco degli ingredienti (art. 9);

– l’indicazione degli allergeni (art. 10);

– l’indicazione quantitativa (anche netta) degli ingredienti (art. 11);

 – le modalità di conservazione, la data di scadenza e la data di congelamento (art. 12);

– l’indicazione del paese di origine (art. 13);

– il titolo alcolometrico (art. 14);

– le dichiarazioni nutrizionali (art. 15).

Anche la violazione della normativa sulle informazioni di carattere volontario (quali ad esempio l’indicazione su un prodotto dell’assenza di glutine o la sua natura “vegana” o “vegetariana”), è soggetta a sanzione pecuniaria, fino ad un massimo di Euro 24.000.

Il decreto non si limita a comminare sanzioni; il legislatore italiano ha infatti inserito anche una serie di norme di adeguamento nazionale. Sono stabilite le indicazioni necessarie per identificare il lotto o la partita a cui appartiene una derrata alimentare, in base alla direttiva n. 2011/91/UE del 13 dicembre 2011, differenziando tra prodotti preimballati e prodotti non preimballati, e indicando espressamente i casi di deroga (art. 17). Vengono inoltre dettati gli accorgimenti obbligatori qualora si proceda alla vendita di prodotti senza preimballaggio o tramite distributori automatici (artt. 18 e 19). Infine, il decreto chiarisce quali informazioni devono essere riportate sui prodotti alimentari qualora questi non siano destinati al consumatore (art. 20).

Competente all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni è il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *